Alice Calamita e le borse delle meraviglie.

Ho incontrato Alice in occasione del ByHand di Torino, la scorsa primavera, dopo aver pubblicato il mio primo pezzo sulle sue borse (che potete leggere qui). E l’ho trovata incantevole, deliziosa, vera. E’ stato un sollievo, per me.
Quando iniziai ad immergermi in questo blog, avevo il sincero, infantile, ingenuo convincimento che i designers ed i creativi dovessero, per forza di cose, assomigliare alle loro creazioni. Nella mia mente, una sfilata degna della scena de “La carica dei 101″, quando padrone e cagnoline passeggiano per le strade di Londra in perfetta simbiosi stilistica e caratteriale.
Questa malsana idea e’ prematuramente deceduta, spirata di fronte alla grande complessita’ umana ed all’impossibilita’ di coltivare assiomi applicabili ai piu’ disparati spiriti ed animi. Lasciando una scia di amarognola delusione in bocca, e qualche rara eccezione con cui gongolarmi di quando in quando.




Alice…Alice e’ davvero come quel che crea: e’ solare, bellissima, per nulla artefatta. Come le sue borse. Che sanno di vivo, che fan venir voglia di metterle immediatamente al braccio, per sporcarle un po’ con le nostre vite. Che non hanno per niente l’aria di borse che si tirino indietro di fronte ad un graffio, una piega od un rabbioso lancio sul divano, dopo un pomeriggio del colore della tempesta.
E non e’ scontato. Spesso vedo modelli meravigliosamente lucidi, impeccabilmente lineari, orgogliosamente perfetti. A me, verrebbe voglia di lasciarli in una teca, per non far crepe in quella preziosa alterigia che mal si accosta al mio arrancar dietro a troppi impegni ed all’eterna rincorsa del Tempo.
Lasciatemi abbracciare queste borse: le so bellissime, e le sento amiche. E non se ne avranno.



La mia preferita? Dopo lungo ed arduo meditare, ho convenuto che sia Sofia, la borsa in pelle nera e broccato rosso. E gia’ sento la fitta dolorosa di saperci ancora separate. Dovro’ lenire questa ferita. Alice? Drink me! Eat me! TAKE ME!

 

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2 commenti su Alice Calamita e le borse delle meraviglie.

  1. ottima la tua analisi sulla stilista, conosco Alice Calamita praticamente da quando è nata e so che le sue creazioni sono frutto di una geniale inventiva, una dote innata che Alice ha sempre avuto, fin da quando, ancora quattordicenne, si fabbricava i vestiti e gli accessori. Nonostante sia così dotata stilisticamente, Alice riesce ad essere sempre solare e genuina, mai artefatta…il risultato? Queste borse che sembra abbiano una propria personalità e la cosa bella è che sono eleganti ma indossarle non fa mai paura, hai ragione! quei materiali così mordidi e ricercati sono così resistenti e di qualità da resistere davvero a lungo! Io ho la borsa brigitte in broccato turchese….ogni volta che la indosso mi sento speciale!

    • Grazie Giada per il bel commento…io sto attendendo la mia prima borsa di Alice. Non vedo l’ora! Ti sapro’ dire….Ma non ho dubbi su quel che diro’.

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