Bisou Bijoux: énchanté.

Avevo promesso ad una persona importante di aprire bene orecchie, palpebre e palmi delle mani, di aprirmi io stessa con ogni fibra, per captare segnali e messaggi, per poi riferirle cosa avessi raccolto durante questo esperimento sensoriale.
Ho ben pensato che rimanere a casa mia, a rimirare i soliti panorami, avrebbe reso la giocosa sfida (che stavo, au contraire, prendendo molto seriamente) piuttosto scarna e sterile. Meglio correre alla volta della Maremma toscana, meglio scegliersi un incantevole bed and breakfast sprofondato fra cipressi e 200 tipi di arbusti disseminati fra sconfinati ettari di terreno, in quel di Castagneto Carducci; meglio lasciarsi coccolare dai declivi bruni, dalle antiche architetture di Volterra, meglio farsi straziare dalla bellezza del cielo graffiato da nubi di ogni colore, e farsi chiamare dalle onde vivaci, ad incorniciare la sagoma dell’Elba. Meglio scegliere di guardare la luna, ad un tocco dalla sua pienezza, in un cielo gonfio di stelle, mentre si passeggia per l’incantevole Bolgheri, e scoprire da un signore a passeggio che per calcolare i gradi di separazione da Giove basta usare la propria mano, laddove ogni nocca corrisponde a due gradi (e Giove era in congiunzione, con solo sei gradi di distanza dalla Luna, cui faceva evidentemente una silenziosa corte). Meglio assaggiare un olio biologico spremuto due giorni prima, da appoggiare sul pane sciapo e generoso. Sarebbe stato meglio continuare su queste preziose vie, e non tornare a casa. Potrei andar avanti ore.
In questa bulimia di bellezza e di preziosi momenti, ho avuto anche la straordinaria fortuna di visitare una Livorno inedita, intima, accompagnata per mano, e dalla cultura e sapienza di una designer ancor più brillante di Giove danzante, e dal suo compagno, un uomo del quale, anche se vi scrivessi ora, su due piedi, un libro, vi avrei ancora detto ben poco.
I momenti a passeggio nella ridanciana, ironica, indolente Livorno li tengo per me: è stata una giornata magnifica, di quelle che restano incise nella memoria. Una giornata chiusa gelosamente in me.
Ma fra i tanti frutti raccolti in questo fine settimana così vivo e fortunato, fra le tante pietre preziose che ho messo in tasca, ne ho alcuni particolarmente luccicanti: mi onora condividerli con voi. E quasi ammutolisco, di fronte alla bellezza ed al successo di Bisou Bijoux, il marchio della livornese Ariela Cassuto, mia guida di spirito e di città. Si tratta di gioielli che fanno splendida mostra di sé da 10 CorsoComo, da Luisa Via Roma, alla Galleria Excelsior di Milano. Per intenderci…che qui non son io a dire che son magnifici. È un coro unanime e sinfonico. Hanno mandato scintille dalle pagine di Vanity Fair, da Vogue.it, e dall’Officiel Paris, dove si abbracciavano a sontuosissime vesti firmate Louis Vuitton.
Capite che la voce mi si strozza in gola. Ma come faccio a non parlarvene? Intimorita fra i Giganti, vi mostro le foto, spiegando meglio che con le parole la compulsione a condividere quello che un giorno, per caso, ho incontrato. In Toscana.

Giovani, a guardar fuori dalla finestra la pioggia impietosa: potrei andare avanti ancora per molto. Ma avete già assaporato un flatus del ricercato design, dell’accostare nuove strutture a nostalgie del passato, dell’uso sapiente dei simboli spirituali. Già desiderate. La bellezza è soggettiva, dicono. Ma ogni occhio attento la può cogliere. Anche in una trattoria livornese, fra paranza fritta e ragù allo scorfano: un cameriere con le sembianze del mozzo di Capitan Uncino, ricamato con tatuaggi di teschi ed uncinato con piercing, abbellito da un paio di baffi sparvieri tanto démodé quanto azzeccati (e così calato nel personaggio da vestire una maglia a righe quasi identica a quella di Spugna) non ha resistito, ed ha interrotto le chiacchiere di Ariela, per poter vedere da vicino il suo meraviglioso bracciale squadrato, che ha indossato e mangiato con gli occhi. Da ex dipendente di una gioielleria, da fine intenditore. Dicevo ad Ariela: queste cose possono succedere solo a Livorno. Invece penso che questa sia la via della bellezza, che si fa ammirare, a sorpresa, da uomini insospettabili.

Ora son pronta a creare qualcosa di nuovo.

Bisou Bijoux website

P.S. la creatività di Ariela non si ferma qui. Come le onde, non si fa contenere. Ne parleremo presto, in un nuovo post.

Un commento su Bisou Bijoux: énchanté.

  1. ho avuto il piacere di conoscere Ariela e vedere le sue prime creazioni, e gia’ sapevo che avrebbe avuto successo… le sue creazioni sono splendide, e soprattutto geniali perchè ha saputo unire la tradizione della provincia di napoli nella lavorazione del cammeo alla modernita’ delle sue idee….

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