Il circo delle Pulci: domenica 21 ottobre.

Ho partecipato per la prima volta al Circo delle Pulci circa un anno fa: avevo accettato l’invito per il piacere di conoscere di persona Rebecca di Rebijoux (leggi qui) ed altre designers cui mi ero interessata, e per andare a raccattare chicche come caramelle. Del resto, e’ quel che faccio. Ero andata con mente libera, non sapendo cosa aspettarmi: avevo preferito rendere le mie aspettative un lenzuolo bianco, per meglio permettere un obiettivo e sincero abbraccio alla situazione. O un fermo ed inoppugnabile distacco. Liberamente.

Ricordo che mi aprii al magico, pantagruelico, pirotecnico Circo delle Pulci un poco alla volta, ma inesorabilmente. Ero attorniata da decine e decine di espositori, tutti mirabili, tutti interessanti, musica irresistibile, grancasse sobbalzanti, uomini truccati come affascinanti pirati e sobri clowns, donne coperte da lucide balze che offrivano baci in cambio di un Euro, risate sonore, cibo e bevande a cascata. Certe giacche ricoperte di paillets che da sole meritavano la visita. Una festa scoppiettante, rumorosa, emozionante, un mondo misterioso, evocativo, antico e suadente.

Ecco, mi sembro’ un pomeriggio bellissimo, poco a poco mi immergevo nella sua ridanciana liberta’ e giocosita’, con calma. Che disfarsi di certe nevrotiche rigidita’ e di tanti pensieri di piombo non e’ cosa da fare in due minuti. Mi stupivo di persone, abiti ed emozioni come solo una bambina, in teoria, potrebbe fare.
Scoprivo delizie, compravo vecchie ed originali locandine di films (“La donna che visse due volte” capeggia ora orgogliosa nel mio salotto), sorridevo imbarazzata di fronte a donne libere di essere pienamente e scherzosamente seduttive. Tenendo ben stretto il fidanzato. Gioivo dell’organizzazione di spazi di gioco per i piu’ piccoli, a rendere ancor piu’ festoso il suono di trombe e tamburi.
Da allora, cerco di non mancare mai. Ho visitato il Circo qualche settimana fa, ho incontrato altri designers, ho bevuto nuovo vino. Domenica, un’altra occasione per rimirare le piu’ improbabili mises maschili che si possano vedere a Milano, tolta ovviamente la settimana della moda (anche lei un discreto circo, del resto). E che oramai amo infinitamente.

Domenica 21 ottobre, dalle 12.30 alle 23.30, in via Maiocchi 5: 55 espositori per acquisti rocamboleschi (tra cui Andrea Gangi di Ibridi, di cui abbiamo parlato qui, e la Bottega di Zanzu), workshops (food and comics), live shows, giochi, pirotecniche performances and readings, sobbalzante DJ set e pantagruelica corte del cibo.

Pregasi lasciare a casa cravatte, nevrosi, giudizi sommari e nuvoloni grigi.

Enjoy it!

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Ancora silenzio...sas

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