Lavanderia 18.

“Nata nell’ex lavanderia di casa, al civico 18 del piccolo borgo medievale in cui vivo, Lavanderia18 è il mio progetto.
Ho scelto per me il tessuto, il disegno, l’ago, il filo, la forbice e il colore. Ho scelto l’artigianato, il prodotto, la qualità a discapito della quantità. La ricerca e la creatività, l’individuo e non la massa, il rispetto e l’ironia”
(Sandra Dal Pont)

Questa la bellissima presentazione della stilista, questa la summa della sua passione, che non ho osato scalfire.
Lavanderia 18 cosi si affacciava al mondo, per poi crescere, svilupparsi  ed uscire dall’avita lavanderia, per adagiarsi in un nuovo atelier. Lavanderia 18 che mi è stata presentata da altre due geniali artiste veneta, Miriam Nonino ed Alessandra Milan, di Altrove. Lavanderia 18 fa parlare di sé.
Perché luogo di sperimentazione, tempio dello slow fashion, ricerca di una produzione basata su capi unici, o replicati in pochissimi esemplari. Perché Sandra ha capito quel che anche io vado blaterando da tempo: il lusso, oggigiorno, è avere il ritmo della lentezza. Che ci permetta di scegliere, con la giusta calma, il nostro capo unico, cui fare aderire, in pieghe e contorni, il nostro dna.

Sandra è maestra nel creare morbidi equilibri fra abiti rigorosi, a tratti austeri, fra tonalità inappuntabili e linee piombate, e dettagli improvvisi, inaspettati, stravaganti, che donano nuova levità ai capi, che li rendono veramente ricercati, pur nella loro linearità. Questo incontro di contrasti, questo non volersi definir nettamente, questo accogliere il concetto universale che ogni cosa ha in sé molte anime diverse mi piace infinitamente.
Spero di poter provare presto qualche abito di Sandra, curiosa di vedere se, sulla mia pelle, l’interpretazione cadrà sul rigore o sulla leggerezza. Non saprei dirlo.

Non resta che sperimentare. Siate parte della magia.

Lavanderia 18 website

Lavanderia 18 su facebook

A Feltre, in via Mezzaterra 3.

Ancora silenzio...sas

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