Macef, settembre 2012. Annusando l’aria: parte I.

Ieri ho deciso di fare un giretto al “Macef”: viste le dimensioni del nuovo polo fieristico milanese, e dell’evento, l’espressione “fare un giretto” stona sarcasticamente. Come il mio spirito lieve nell’affrontar la maratona. Le vesciche ai piedi, ed i quadricipiti polverizzati hanno ben presto ridato la giusta prospettiva al mio impegno.
Devo esser sincera: io non amo particolarmente le fiere mastodontiche. Perdo concentrazione ed interesse velocemente, di fronte alla “troppa roba”. E la quantita’ di oggetti al Macef risulta davvero imponderabile. Mi manca la dimensione intima della ricerca, e la possibilita’ di un contatto aperto con chi realizza cio’ che vado esplorando.
La mia visita, durata tre ore, non vuole pertanto, nel modo piu’ assoluto, risultare esaustiva, completa, sicura.

Ho visto molto poco, ho evitato con cocciutaggine tutti gli stands che proponevano brutte e stanche copie dei monili di Tarina Tarantino, o che si ostivano a piazzare gli oramai esausti Sette Nani su borse ricoperte di paillettes e pelliccie; ho rinunciato ben presto ad affrontare la parte destinata al design, sempre affascinante e ricca di inaspettati tesori, ma sconfinatamente immensa, abbastanza da generar ansia, e pacate reazioni di panico. Mi son buttata quasi esclusivamente sul settore accessori, per economia di energie metaboliche. I nostri amati orpelli valgon bene la traversata della Fiera!
Quello che vi voglio proporre, dunque, e’ una volata parziale su quanto ha attirato la mia attenzione, ed incontrato il mio gusto, ben conscia che con braccia piu’ capienti, ed uno spirito piu’ intraprendente, avrei colto molti piu’ tesori.
Son donna talmente raffazzonata, da essere uscita di casa senza macchina fotografica, peraltro scarica. Utilizzero’ quindi le fotografie degli stessi produttori, scovate sui siti, o sulle pagine di facebook. Come, del resto, son solita fare.
Li ringrazio tutti, per questo. L’occhio reclama sempre prepotentemente la sua parte.

Parte I: l’abbraccio con i talenti amici.

Ho iniziato il mio percorso, andando a trovare alcune designers che amo molto, di cui vi ho gia’ scritto, per il piacere dell’abbraccio, e per sbirciare curiosa le nuove proposte.
Innanzitutto, la bravissima Chiara Trentin, di Chimajarno (leggi qui), che continua a raccogliere, indefessa, consensi, successi e premi, con le sue aggregazioni di bottoni. Io sono felice proprietaria di una delle sue collane, e vi garantisco che, in ogni occasione in cui ne faccio orgoglioso sfoggio, vengo subissata di complimenti. L’effetto delle collane di Chiara e’ decisamente piu’ prorompente dal vivo, che in fotografia: i colori sono piu’ forti, la tridimensionalita’ delle strutture acquista tutta la sua pienezza. E Chiara…lei e’ semplicemente strepitosa. Energizzante. Ti mette subito di buon umore.

A seguire, virata nel corridoio a ridosso dello stand Chimajarno, per salutare le splendide Cristina e Liliana di Opella (leggi qui): ho trovato solo Cristina, ma e’ donna che fa per due. La nuova collezione e’ strepitosa, avrei voluto indossare tutto, ma proprio tutto. Confermano la passione per il vetro soffiato, abbinato alla carta di puro cotone sapientemente lavorata, reintroducono elementi delle prime collezioni, come le molle, e creano nuovi accostamenti con particolari strutture in pvc. Sempre elegantissime, originali, perfette: ma di piu’ non svelero’. Andro’ presto nel loro atelier, questa volta accompagnata da abbondanza di tempo, scarpe comode e macchina fotografica nella sua piena baldanza. Confesso che non vedo l’ora.
A voi, il sito Opella.

Infine, in questa carrellata umana di nostre vecchie ed amate conoscenze, l’abbraccio e le lunghe chiacchere con Ida Callegaro (leggi qui, e qui). Ha presentato al Macef una nuova collezione, realizzata riproponendo dei must del suo design (i bracciali!), sperimentando nuovi incontri materici, con il legno, le pietre, l’alluminio, i tessuti, soffermandosi molto sull’effetto oro rosa, ed aprendo una nuova fase creativa, con una linea decisamente pop, celebrazione del design degli occhiali attraverso i decenni del XX secolo. Divertente, sfiziosa, ammiccante: ha trovato subito un enorme riscontro, giusto premio per la capacita’ di Ida di reinventarsi continuamente nella sperimentazione ideativa. Bravissima!
Le foto di questa nuova, doratissima, parata di bijoux non sono ancora disponibili. Tallonero’ a vista la nostra designer, e non manchero’ di aggiornarvi.
Seguitela sul suo sito: qui.

Parte II: nuove conoscenze. Il meglio degli accessori Macef, secondo il mio modesto parere.

Serena Elisabbetta Ciliberti, di Sayang Ku: al Macef, ho potuto apprezzare le divertentissime, colorate, golose collane della designer. Lo spazio Sayang Ku, a Torino (in via Barbaroux 38) offre molto di piu’: accessori, tessili, design. Uno spazio creativo stimolante, a tutto tondo, che sapra’ scaldare ogni occhio, e tutti i palati.

Io visitero’ senz’altro questa alcova creativa: per il mio piacere personale, per coccolarmi, e per darvi maggiori dettagli. Questo il sito di Sayang Ku.

La sapienza delle antiche arti di Murano, la ricerca del pezzo unico, l’esaltazione delle piccole imperfezioni del vetro soffiato, che rende ogni monile irripetibile, come ogni collo che lo indossa: questa la filosofia di ContessaRosaFosca, e della sua collezione elegante, leggera, piena di fascino e di forti volumi. Fa venir voglia di giocare con le bolle di sapone: sono sempre magiche. Nel frattempo, non mancate di visitare il sito ContessaRosaFosca.

La straordinaria Olga Uboli (che ho scoperto grazie ad una preziosa “dritta” di Ida Callegaro, da sempre mia insostituibile consigliera): sorprendente la nuova collezione “Borderline”, presentata al Macef, l’accostamento dell’argento al tulle (che delizia!), le linee tortuose, le reinterpretazioni innovative dell’anello. Continuero’ a seguirla con grandissima attenzione, e le dedichero’ presto ampio spazio. Grazie Ida, per la spintarella. Questo il sito da rimirare.


La lista e’ ancora lunga, la interrompo. Solo per un momento. Che questo articolo non diventi anche lui prolisso, mastodontico, come la fiera in cui molto mi perdo, e poco mi ritrovo. Nell’attesa, gustatevi le chicche, visitando siti, e sfogliando immagini. Oppure uscite a prendere un gelato: a Milano, e’ una splendida giornata.

4 commenti su Macef, settembre 2012. Annusando l’aria: parte I.

  1. …che grande gioia finalmente poterti abbracciare di persona…grazie mille per le tue favolose parole…davvero emozionanti!!!
    baciuz
    Chiara

    • Grazie Chiara, e’ stato bellissimo. Ed era ora!!! Avanti tutta, Chiara! Inarrestabile!

  2. Grazie mille ! vi aspetto per farvi provare tutte le novità.

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