Milanificio, dal social bla bla al social do!

Avrete notato un certo rallentamento nelle mie pubblicazioni, un dilatarsi del mio far capolino da dietro il virtual sipario. Non saprei dire cosa incida di piu’, in questa mia nuova lentezza, fra un eccesso di contatti e richieste, di consigli e parole, un certo personal malessere, il cambio di stagione, una volonta’ di rivedere il mio ruolo nel colorato carrozzone, e, come sempre, il mio essere, sopra ogni cosa, madre. Mah.
Ho il mio elenco, scrivero’ sempre ed ancora…ma in queste giornate tendo piu’ a rotolare fra le ore, che non a dirigere le mie giornate. In questo farmi trasportare inerte, mi ci voleva uno splendido scossone. Oggi l’ho avuto, grazie alla scoperta di un progetto che trovo veramente sensazionale, che poco ha a che fare con questo nostro circo di vesti e monili, ma che ha in se’ tutta la potenza del  ruolo vero ed ultimo del design, e tutta la freschezza di un’idea nuova, fattiva, controcorrente ed obiettivamente felice. Intelligente. Che mi ha tirato un bello schiaffone. Mi ci voleva.
Sentite qua: ha aperto le porte il primo Social NetMake, come si autoproclama Milanificio, che vuole togliere al social networking un bel po’ di vacuo parlare e di nullo meditare, e dargli in mano una pala, un libro, un’azione. Nei fatti, iscrivendosi a Milanificio, si manifesta il proprio intento di contribuire ad uno, o piu’, cantieri, ideati ed aperti a tutti coloro vogliano attivamente contribuire a rendere Milano una citta’ piu’ vivibile, felice, pulita, funzionale. Tutti possono iscriversi: privati cittadini, come associazioni. Tutti possono proporre idee, e contribuire secondo le proprie capacita’.
Al momento, sono sei i cantieri attivi, che aspettano tante mani operose, competenze e sostegno (anche economico): il Book Crossing Cabinet (per trasformare le vecchie, abbandonate, cabine telefoniche in librerie a cielo aperto per lo scambio di libri usati), Kilometro Zero (per costruire una rete di negozi ad altissima sostenibilita’), Operazione Seggiolone (che vuole arrivare ad una “mappatura”  dei ristoranti, a Milano, che accolgano con un sorriso i piu’ piccoli commensali), i Net-Urbani (che vuol creare un corpo di Pulizia Municipale, per tenere piu’ linde e decenti le strade della citta’) ed infine Milanofiesta 2012 (una grande festa, per cantare con spirito positivo contro la crisi, per mostrare le mani che fanno, le teste che pensano, e per autofinanziare questo progetto suntuosissimo).
Non so cosa mi esalti di piu’, di tutto cio’: l’idea di cittadini che si uniscano per prendere in mano le sorti della propria citta’, per farla riabbassare all’altezza delle nostre pupille? O il condividere capacita’, competenze, tempo, per riappropiarci anche del concetto che la cosa pubblica e’ cosa nostra? Il fare maggior e miglior spazio ai nostri figli? La speranza che questa mens activa possa mandare telepatici segnali in ogni altra citta’? La creativita’ in fermento che spinge ogni proposta?
E’ tutto molto vivo, vero, concreto, reale. Chissenefrega, di cosa mi colpisce di piu’: mi colpisce tutto. E che in questi giorni io sia confusa, l’ho gia’ suggerito, neanche troppo a bassa voce. Allora, milanesi…andate ad iscrivervi. E a sentirvi meglio.

MILANIFICIO WEBSITE

2 commenti su Milanificio, dal social bla bla al social do!

  1. Laura che fine hai fatto?

  2. ….. io ad ogni modo vorrei sapere di te!!

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