Patrizia Belsito: Transavanguardia, in anteprima.

Mi arrotolavo, ieri, attorno al pensiero della pigrizia, dell’intima ed insvelabile codardia, del molle adagiarsi su allori, come su scomode panchine, tipica di tanti miei coetanei. Figli di chi fece rivoluzioni, sociali, culturali, artistiche, musicali, mostriamo i segni della stanchezza per una fatica che non fu nostra. Io stessa ho la perenne sensazione che potrei dare ed ottenere molto di più, anche su queste pagine ingiallite ad arte. Viaggiare su strade note ci rassicura, non ci permette di esporci a feroci confronti ed a scoprire le nostre lacune, le cavità delle nostre vite. Ma ci impedisce anche una reale crescita, di incontrare le scoperte più ricche (anche su noi stessi), e resta un vivere in bilico sulla banalità.
Per questo, quando la straordinaria designer Patrizia Belsito mi ha presentato  (in anteprima! Ve lo devo dire, e con molto orgoglio) lo shooting che ha realizzato per la sua ultima collezione, servizio cui ha dato il sagace nome di “Transavanguardia” (capiremo presto il perché), mi ha dato un bello schiaffo in piena faccia, a palmo aperto, e mi ha fatto un’inaspettato regalo. Mi ha ricordato che la bellezza è anche e soprattutto nella sperimentazione di nuovi limiti, nello spostare muri pesanti, nel mostrare la crudezza della vita.
Le immagini che vado mostrandovi sono figlie del talento di Gabrio Tomelleri, fotografo che ad ogni impresa dimostra di sapersi superare, di non fermarsi sulle proprie orme, e di saper far propri nuovi schemi, sono evidenziate nella loro viva ruvidezza dal make up ai mille pigmenti della bravissima Giulia Tosato, dall’incredibile intensità e forza espressiva della modella, la Drag Queen Fenicia Pomposa (che meraviglioso nome da palcoscenico, lasciatemelo dire), e sono capsule accoglienti e perfettamente intagliate dei bellissimi abiti di Patrizia, della loro struttura architettonica, della loro innovativa ricerca, di tagli e tessuti.

Osservate le luci, i contrasti tanto netti da sembrar taglienti, i colori così vivi, stagliati sui grigi, da risultare strazianti: paiono foto urlate. Incredibilmente intense, come Fenicia. Quando Patrizia mi ha chiesto di guardare le foto, e di darle un parere, ho dato una scorsa veloce, ho assorbito il senso che ne ricavavo da una carrellata panoramica e poco attenta. Perché funziono così: ad impressioni immediate, sul quadro generale, ascoltando le viscere più che la raccolta di stimoli neuronali nel nervo ottico. Raccolgo i dettagli in un secondo momento, ad idee formate.
Le dissi che trovato la modella, e l’insieme tutto, un’incredibile espressione di forza e di intensità. Patrizia mi rispose: null’altro? Allora ho aperto le immagini a dimensione naturale, ed ho compreso ed apprezzato il primo ed il più fermo contrasto che c’era nelle immagini. La modella è un uomo. Il mio errore era anche comprensibile…Fenicia è una donna seducente. E che gambe…Tanta invidia, Fenicia.

Un’altra stilista avrebbe potuto impaurirsi, di fonte ad un servizio così sferzante e tanto tagliente, fatto di presenze sceniche così nette, importanti. Avrebbe potuto temere che gli abiti si potessero smarrire in tutta questa sollecitazione sensoriale, venire messi in ombra, perdere la loro forma.
Ma non Patrizia. Me la vedo, a rigirarsi in bocca il piacere sincero di mettere alla prova il suo talento, ed i suoi vestiti, per poi sollevare i bordi delle labbra in un fiero sorriso, nella certezza che i suoi vestiti, la sua eterna ricerca di forme nuove e trame inaspettate non temano la luce viva e graffiante, la mano ferma di Gabrio e la straripante presenza di Fenicia. Ma anzi, ne vengano sublimati.
Ne può essere certa, per le ore ed ore passate a studiare, a modificare, a perfezionare. Per i giorni che lei passa ad indossare le sue creazioni, mentre porta a passeggio i suoi meravigliosi cani, per arrivare alla vestibilità più rassicurante, anche per i capi più eleganti. E quindi osa, e mi rassicura. C’è chi, ancora oggi, prova nuove strade, vi si denuda dentro, e ne esce più forte, rinnovato. Come una Fenice, appunto.

Potrei parlarvi nel dettaglio degli abiti. Potrei anche dirvi che sono la felicissima proprietaria di un meraviglioso capo di Patrizia, per cui sono stata fermata da tante donne, appena indossato.
Ma questi splendidi capi sono ora incastonati in queste immagini, li amo insieme all’auto rimessa, allo sguardo penetrante di Fenicia, al tocco di Gabrio, alle sfumature forti di Giulia. Resta il fatto, ancora più potente di tutto questo insieme: li vorrei tutti.

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In anteprima, su Shoptherapy. Grazie a tutti.

5 commenti su Patrizia Belsito: Transavanguardia, in anteprima.

  1. uno dei miei motti sara’
    “la bellezza è anche e soprattutto nella sperimentazione di nuovi limiti”
    bellissima presentazione

  2. Grazie Maurizia, detto da te la soddisfazione è doppia!
    ovviamente a disposizione… :)

  3. I vestiti n°4/5/6, li voglio subito nel mio armadio!

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