Reves: il quaderno dei sogni.

Sono emozionata, sento agitarsi in me forti venti ed onde. In parte, perche’ stamane mi sono svegliata fra i sudori e le urla di cristallo di un incubo. In parte, e soprattutto, perche’ sono qui a raccontarvi un progetto che sa di zucchero a velo, che ho amato moltissimo dal primo momento, che non ho scoperto io, ma che e’ giunto a me inatteso, come una sorpresa che non sapevo di aspettare. Ma lo facevo. E sento, urgente, il bisogno di trasmettervi tutto lo stupore da bambina che provo di fronte ad un oggetto tanto piccolo ed assolutamente incantato.

Per chi, come me, ha un mondo onirico vitale e fitto, forse ancor piu’ convulso della vita in veglia, per chi si sveglia la mattina, a volte, stanchissimo, per tanto sforzo del Signor Inconscio di darci le dritte piu’ dolorose, od illuminanti, in modo da cercar di dare alle nostre esistenze un sentiero meno dissonante e frastagliato, gia’ l’idea di un semplice quaderno dei sogni, dove poter annotare con dovizia di dettagli, e magari con un veloce schizzo a matita, l’ultima puntata dell’inconscia ed eterna kermesse notturna, pare una trovata brillante.
So e ricordo di aver fatto sogni poderosi: a puntate, di secondo grado (come nel film “Inception”: sognavo, dormendo profondamente, dentro un altro sogno, che iniziavo a vivere dopo il risveglio dal primo), sconvolgenti, rivelatori. Ricordo i miei sogni ossessivi, quelli che per mesi e per anni si son ripetuti puntualmente. Quelli che ancora faccio quando il mio inconscio comprende appieno di avere a che fare con una testa di legno, che si infila sempre nelle stesse buie ed anguste tane. Ma ho perso cosi tanti dettagli, trame e volti,  che mi pare di aver dimenticato un buon pezzo della mia vita. D’ora in poi, con il mio bellissimo quaderno sul comodino, questo non accadra’ piu’: potro’ prendere le pulsazioni della mia vita nottura, e seguire l’allineamento con la mia veglia. O, semplicemente, amare il piu’ intimo tentativo di dire il Vero, il mio vero. E perdonarmi la mancanza di coraggio quando, aprendo gli occhi, decidero’ di coprirmeli con una bella benda, ignorando quanto mi sono appena urlata addosso nella notte. Ben protetta dal buio e dal silenzio.

Questo delicato, magico, quaderno, tutto realizzato in ecocarta riciclata, sembra partorito dalla penna di Saint Exupery, sembra voluto dal suo Piccolo Principe. E’ pieno  di meravigliose scoperte, incantesimi, misteri da risolvere. Mi sembra quasi di tradirlo, parlandovene. Mi sembra di togliergli un po’ di polvere d’oro.  Ma debbo portarvi con me in questa esperienza d’incanto.

Ogni Libro dei Sogni e’ stato esposto, per almeno una notte, alla luce delle stelle. Mai piu’ di cinquanta Libri per volta. Il sunto di questo progetto indipendente non e’ certo la corsa, od il profitto. Non c’e’ affanno, non c’e’ astuzia. Tanta poesia. Si vuol ballare con la nostra parte piu’ bella e sfuggente, riviverne le movenze ultraterrene, cercare un sincero connubio con il nostro notturno creare, dipanare i nostri intimi intrighi.

In ogni pagina, potrete appuntare per memoria futura la data del sogno, chi assisteva o chi era protagonista, dove e quando si e’ svolto, gli accadimenti avvenuti, le sensazioni provate. A pie’ di pagina, c’e’ uno spazio per tratteggiare un disegno veloce che imprigioni per sempre una scena, un dettaglio, un volto. Oppure per aggiungere note personali, interpretazioni, dettagli.

Ogni edizione, ogni diario, dura un anno, ed e’ contrassegnato da un numero. Il numero di quest’anno e’ 4920. Ogni edizione e’ arricchita dal contributo di un artista: quest’anno c’e’ il bellissimo spunto dello spagnolo Daniel Diaz Trigo, un disegno chiamato “Libellula”. Per sapere dove si trovi Daniel, bisognera’ seguire le coordinate geografiche indicate negli ultimi sei numeri di pagina. All’interno del disegno, vi sono altri numeri: sono parte di un codice, che verra’ completato con le edizioni 2013 e 2014. Nel 2014, verra’ anche divulgata la chiave di interpretazione del misterioso messaggio.

Nel prologo, un messaggio con delle lettere grassettate: formano il nome di uno scrittore consigliato da chi ha pensato e realizzato questi libri di Morfeo. Quest’anno: Sandor Marai. Nell’ultima pagina, il nome di un sassofonista, da ascoltare con attenzione ed in silenzio. Michele Lazzarini.

I numeri delle pagine rappresentano dei luoghi della terra in gradi sessagesimali (tre numeri, piu’ Nord o Sud per la latitudine, tre numeri, piu’ Est od Ovest per la longitudine), un posto ogni sei pagine. Sono sette luoghi speciali, siano essi ristoranti, spiagge, castelli, tramonti, eventi. Accanto ad essi, il simbolo della stagione dove e’ piu’ indicato seguire questa avventura, questa voce che ci richiama altrove.

A pagina 14, subito dopo la metà del quaderno, ci sono delle coordinate di un altro luogo, una data ed un’ora: e’ un invito ad un “ghost date“, è un’occasione per incontrare altri sognatori, stregati dalle stelle. L’appuntamento di quest’anno ha gia’ avuto luogo, l’ora e’ gia’ scoccata. Occorrera’ aspettare la prossima edizione, per gustare l’attesa di cio’ che non possiamo conoscere, prevedere, sospettare. Come, del resto, accade ogni volta che chiudiamo gli occhi, e ci ributtiamo nel fiume dell’imprevisto e del vivissimo emozionarci, quali che siano i colori dei sentimenti in gioco.

Vi lascio al sito del Libro dei Sogni, dove troverete le librerie che vendono questo magico oggetto (e gli autori ci avvisano: non si accende da solo. Ha bisogno del calore umano).
Se invece vi sentite fortunati e volete che sia il Libro a trovar voi, un po’ come e’ successo alla sottoscritta, sappiate che ogni mese vengono spediti tre Libri dei Sogni, a tre persone ed indirizzi scelti a caso.

Sogni d’oro…

“La verità non è ciò che è dimostrabile, ma ciò che è ineluttabile”.

Antoine-Marie-Roger de Saint-Exupéry

8 commenti su Reves: il quaderno dei sogni.

  1. I sogni sono le nostre propensioni, le nostre intenzioni inespresse, le nostre paure, i nostri desideri, sono ciò che spesso ad occhi aperti ci sembra incomprensibile. Imparare a capirli ci aiuterà a conoscere di più noi stessi.
    Reves è lo strumento perfetto .

  2. Grazie Laura per questa delizia. Abbiamo bisogno di poesia e bellezza, la miglior cura per tutto…

  3. ma è stupendo!

    • Io continuo a rigirarmelo fra le mani. E’ davvero un oggetto delizioso. Mi sembra di essere una bimbetta con un pacco di Natale!

  4. ma che idea meravigliosa!! anche se purtroppo non tutti i sogni vorrebbero essere appuntati…
    un bacio Lau!

    • Vero? Ma tanti, lo so, vorrebbero invece essere trattenuti piu’ a lungo di quanto non riesca a fare la nostra labile memoria!! Ciao Simona!

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