Tzilipicche Hand Made

Sono una di quelle anime tristi che vivono nell’hinterland milanese e che si dilaniano eternamente nel sogno mai sfuggente di una vita di fronte al mare. Credo che sia un sognare anche troppo elementare, se vivi in pianura padana. Ma so essere egregiamente banale, non me ne faccio cruccio. Durante le mie fughe al mare, quale esse siano, quando cio’ accada, mi sento rinascere.

In tutta la mia baldanzosa mancanza di originalità, inseguo imperterrita due pensieri. Ogni volta che mi faccio ricoprire dalla salsedine. Primo pensiero: son certa di essere stata, in un qualche passato, in un diverso universo, un pesce. Un pesce felice, magari longevo. D’acqua salata, si intende. Pensiero che rincorre il primo, come un maldestro spasimante: ma le persone che vivono al mare, apprezzeranno appieno la loro fortuna? Riusciranno a bearsi, ubriache, di onde, spruzzi, salsedine, maestrale, scirocco e correnti?

Emanuela, l’artista di Tzilipicche Hand Made, mi risponde a versi, versando gocce turchine nel mio cuore assetato di onde. Emanuela ha l’immensa fortuna di vivere in Sardegna. Mi par di capire che sia frutto della selvaggia Ogliastra. Me la immagino perennemente in spiaggia. Ama cosi tanto quel suo mare, che io vado a sbirciale ogni benedetta estate, che non riesce a lasciare andare nemmeno i suoi resti. Prende assi di vecchie barche, legni limati dalle onde, regali del vecchio Poseidone e li trasforma in oggetti bellissimi, che io trovo struggenti nella loro poeticità e straordinaria forza comunicativa.

Mi piace ritrovare ovunque la passione per il mare. Mi piace che questa passione passi attraverso oggetti perduti e dimenticati che trovano nuova bellezza, nuove occasioni di vita. La seconda chance che cerco di non negare a nessuno, ogni giorno. Perché ci credo. Mi piace quest’arte lieve che racconta poemi sussurrandoli. Mi piace immaginare una o più creature di Tzilipicche nella nuova casa che sto progettando, sognando e disegnando con tutto il mio amore. Sempre in piadura padana, ma bellissima.
L’ho già detto a Emanuela. In sala, all’ingresso: ci dovranno essere dei suoi pezzi di mare. Per ricordarmi il mio eterno, banalissimo, sogno. Di arrivarci, finalmente, al mare… e di fermarmi.

Disse Jacques Costeau: ” dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima”. Davvero, saggio Jacques.

Trovate la poesia di Emanuela (nel vero senso della parola: ama accostare alle immagini dei suoi splendidi manufatti versi e pensieri di grandi pensatori e scrittori) a questo indirizzo: www.facebook.com/tzilipicche.made

Buon tuffo dentro al mondo di Tzilipicche!

Ancora silenzio...sas

Lascia un commento

Autore:

E-mail:

Sito web: