La Scarpetta di Venere: portami via con te!

Ho davanti agli occhi le foto delle scarpe realizzate a mano, con infinita passione e sublime pazienza, da una giovane designer, Alice Vitelli, incontrata durante la mia visita al “Cool Hunter”. Ho nelle orecchie Haydn ed i suoi tonici violini, ora furibondi, ora mansueti, ora ridanciani. Ho nel cuore la piu’ scontata passione femminile per queste nostre colorate appendici, che hanno l’eterno dono di farci sentire belle, felici, appagate.
Quante volte uomini poco intuitivi, annegati in una psiche naif e fintamente incuriositi da un mondo a loro francamente alieno, mi hanno chiesto come mai noi donne fossimo tanto succubi di incontrollabili passioni di fronte alle scarpe. Voglion dire e suggerire: te le metti ai piedi, per camminare! C’est tout!
Pochezza d’animo e miseria di fantasia! Non c’e’ bisogno di scomodare il Professor Freud per ricordare che siamo tutte cresciute a suon di latte in polvere, “Cenerentola”, “Scarpette Rosse” e  “Mago di Oz”. La scarpa si e’ innestata nel nostro DNA come simbolo di fuga, di felicita’. Non c’e’ bisogno di un occhio scaltro per notare che la scarpa, con la borsa e gli accessori, e’ democratica, e’ per tutte: alte o basse, magre o sovrappeso. E vi ribadisco anche questo concetto: non importa se ne abbiamo gia’ un paio con il tacco cosi, o la punta cola’. Se, per i piu’ disparati motivi, vibriamo dello stesso entusiasmo di una lumaca da insalata, e’ quel che ci serve: comprare un paio di bellissime scarpe. Se poi sono fatte a mano, utilizzando pelli pregiate, con grande attenzione all’estetica ed alla praticita’…non possiamo proprio resistere. Ora lo dico io: c’est tout!




Vi ricordate il film con Bill Murray, “ricomincio da capo”? Quello in cui ogni mattina si svegliava, costretto a rivivere sempre lo stesso giorno? Il Giorno della Marmotta.
Ogni tanto, ultimamente, mi copre spiacevolmente la sensazione di essere nel mio Giorno della Marmotta. E guardo quelle bellissime scarpe a pois: mi sussurrano nell’orecchio che possono essere la mia veloce, felice, fuga dalla dannazione a ripetere. Che, poi, sara’ anche un’escamotage breve, troppo facile. Ma se e’ amore vero, l’incantesimo si ripetera’, ogni volta che mettero’ il mio piedino (numero 40, in verita’) dentro la scarpetta.



Ora vi lascio: Tchaikovsky mi sta costringendo, imperioso, ad alzarmi da questo divano, per ballare sulle punte, come facevo da bambina.

Le bellissime Scarpette di Venere sono in vendita presso lo store monomarca di Civitanova Marche (in via Dante Alighieri 34), presso “Il Cantiere” di via Pola 110, nella stessa citta’ (dove andremo presto a curiosare insieme, per conoscere da vicino altre due splendide designers, che ci conquisteranno senza pieta’ alcuna: e’ una promessa), e a Sirolo (AN), in via Giuseppe Verdi 1. Potete altresi visitare il sito, e richiedere il vostro paio di…fughe nella fiaba. A voi il link: scacciate la Marmotta!

Ancora silenzio...sas

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